
Fotografare il cielo stellato: la regola del 600 (e i suoi limiti)
Con i tempi lunghi la rotazione terrestre trasforma le stelle in piccole scie. Per avere stelle puntiformi esiste una regola pratica, resa popolare dall'astrofotografo Greg Gibbs: la regola del 600.
Come funziona
Il tempo massimo di scatto, in secondi, si ottiene dividendo 600 per la lunghezza focale (equivalente su pieno formato):
tempo = 600 / focale
Con un 20 mm su pieno formato: 600 / 20 = 30 secondi. Su una APS-C con fattore 1,5 la focale equivalente è 30 mm, quindi 20 secondi.
I limiti della regola
La regola nasce in tempi di sensori a bassa risoluzione. Con le fotocamere di oggi, molto più definite, le scie si vedono prima: per questo molti usano la regola del 500 o metodi più precisi come la regola NPF, disponibile in diverse app per l'astrofotografia. Il consiglio pratico: parti dal tempo calcolato, ingrandisci lo scatto al 100% e accorcia se vedi le stelle allungate.
Cosa serve
- Fotocamera con modalità manuale e un obiettivo grandangolare luminoso.
- Cavalletto stabile e scatto remoto o autoscatto.
- Torcia frontale con luce rossa, batterie di ricambio, vestiti a strati.
Le impostazioni
- Allontanati il più possibile dalle luci delle città e scegli una notte senza luna.
- Diaframma alla massima apertura, tempo secondo la regola, ISO alto quanto la fotocamera permette senza troppo rumore.
- Messa a fuoco manuale: con il live view ingrandito, metti a fuoco una stella luminosa.
- Scatta, controlla e correggi fuoco, ISO e tempo.
Ultimo consiglio, il più importante: non andare mai da solo in posti isolati di notte, o almeno avvisa qualcuno di dove vai.








